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Insediamenti Rupestri

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Insediamenti Rupestri2018-07-09T19:45:28+00:00

Insediamenti Rupestri

Dall’IX al XIV secolo d.C., in seguito al graduale abbandono della città di Egnazia, la popolazione si diresse nell’entroterra. Il territorio, caratterizzato dagli insediamenti rupestri, era favorito dalla configurazione morfologica del suolo: la tenerezza della roccia locale permise l’escavazione del tufo della Murgia e la creazione di villaggi con relative abitazioni domestiche, chiese e laboratori.

Questi insediamenti erano situati nelle lame, solchi creati dall’erosione fluviale in discesa dalle Murge verso il mare. Rappresentano il perfetto connubio tra vegetazione naturale, irta di oliveti plurisecolari e carrubi monumentali, e forme del paesaggio agrario storico.

Attualmente si contano circa 25 insediamenti rupestri e il più importante fra tutti, specie per il suo stato di conservazione, è Lama d’Antico. Il villaggio, sito nei pressi della Stazione Ferroviaria, è uno dei più vasti della Puglia. Probabilmente fu attivo già dal X secolo d.C. e comprendeva trappeti, farmacie, laboratori, mulini, depositi e abitazioni, tutti disposti in un unico vano e un’alcova interna per il ricovero degli animali.

La chiesa, sopraelevata, è articolata in un’unica navata centrale rettangolare con abside e in una piccola navata laterale in cui è inserita una cattedra. Seguono una serie di archi ed alcuni sedili scavati nella roccia. Nell’abside sono evidenti tracce di pittura raffiguranti una Deesis dell’XI-XII secolo, composta da Cristo in trono, la Madonna Odegitria e San Giovanni Battista. Negli archetti ciechi risaltano figure di santi vescovi. All’esterno, sul fianco destro, vi è una piccola cappella con pianta a croce greca a due ingressi.

Il Tempietto di Seppannibale, edificio di tradizione longobarda dell’VIII secolo d.C., è situato all’interno della Masseria dei Calefati. Il tempio è dedicato a San Giovanni Evangelista o alla Vergine e presenta una pianta quadrangolare con tre navate, di cui quella centrale con abside. L’edificio è sostenuto da pilastri monolitici con capitelli scolpiti. Sull’arco absidale è celato probabilmente il nome del vescovo committente. Il ciclo pittorico rivela scene dell’apocalisse.

L’insediamento di San Marco è inserito all’interno dell’omonima masseria. Si compone di diverse grotte adibite ad abitazioni e refettorio con celle per monaci ed una cappella affrescata trasformata in frantoio; tra le pitture appare una Deesis con Cristo pantocratore, affiancato dai Santi Cosma e Damiano.

L’insediamento di San Lorenzo presenta grotte a due piani. La chiesa si compone di una cripta a pianta trapezoidale formata da naos e bema. Il naos è quadrangolare con un pilastro centrale. Tra gli affreschi si riconosce San Giorgio che trafigge un drago. Il bema è rerettangolare a due absidi.in lama Tammurrone troviamo la chiesetta di San Giovanni. La cripta ha una pianta rettangolare e si compone di nartece, naos e bema. Probabilmente era destinata all’officiatura del battesimo per immersione.

La lista prosegue con gli insediamenti di San Donato, Santa Vigilia, Lamacupa, Lamalunga, Difesa di Malta, San Basilio, Fascianello, Ottava Grande, Sciurlicchio, Campanelli.