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Percorso dolmen e litoranea

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Percorso dolmen e litoranea2018-07-09T16:42:42+00:00

Lunghezza: 17,5 km

Livello di difficoltà: facile

  • Dolmen di Montalbano
  • Masseria Ottava Grande
  • Parco Regionale delle Dune Costiere
  • Torre Canne
  • Savelletri
  • Egnazia

Dolmen di Montalbano

Il percorso parte dal Dolmen di Montalbano, sito nell’omonima frazione fasanese in località Pisco Marano o contrada Indelli. Il dolmen è conosciuto anche come “Tavola dei Paladini” ed è uno dei più antichi monumenti megalitici della zona, risalente molto probabilmente all’età del bronzo, tra il III ed il II millennio a.C. Esso è formato da tre elementi lapidi: due lastroni calcarei verticali di sostegno di 1,7m su cui poggia un lastrone orizzontale di copertura di 2x3m. Sulle sue funzioni e sul suo scopo sono state attribuite diverse interpretazioni: per alcuni studiosi si tratta di un altare sacrificale (dal bretone dol=tavola men=pietra), per altri invece è una rudimentale costruzione sepolcrale. Grazie al rinvenimento di alcune sepolture nelle immediate vicinanze esso rappresenterebbe il nucleo centrale di un’architettura funeraria. Attualmente a causa di atti vandalici e gravi manomissioni subite nel tempo, la struttura non presenta il dromos, ossia il corridoio d’accesso.

Proseguiamo in direzione sudovest, al primo incrocio svoltiamo a sinistra e, dopo circa 44m, svoltiamo a destra. Per 1km percorriamo la strada in direzione della SP10.

Masseria Ottava Grande

Dopo aver percorso la strada provinciale per circa 300 m, sulla sinistra è situata Masseria Ottava Grande, tipica masseria a torre del XVI secolo, edificata presso la chiesa dell’antico casale risalente al XII secolo d.C. L’edificio conserva la struttura fortificata con caditoie sulle finestre e la scalinata esterna per l’accesso al primo piano. Nel recinto murario sono racchiuse la casa padronale e i fabbricati con funzione agricola e domestica. La chiesa di San Pietro de Octava conserva la denominazione di una cripta rupestre che in seguito fu convertita in cisterna. Sulla facciata si erge il campanile a vela settecentesco. All’interno la costruzione è sostenuta da sei pilastri cruciformi: la navata centrale è caratterizzata da tre cupole in asse, quelle laterali invece presentano volte a crociera. Sulla parete si intravedono tracce di affreschi raffiguranti santi di iconografia orientale.

Parco Regionale delle Dune Costiere

Continuiamo per circa 3 km sulla SP10 in direzione del mare. La strada sul lato destro è lambita dal Parco Regionale delle Dune Costiere, che si estende nei territori di Ostuni e Fasano su circa 1.100 ettari, lungo 8 km di costa e si inoltra verso le aree agricole interne occupate da oliveti plurisecolari.

Nell’area protetta ci sono numerosi habitat di interesse naturalistico, ed un Sito di Importanza Comunitaria, il SIC “Litorale brindisino” caratterizzato da zone umide costiere importanti per la riproduzione o la sosta di specie rare e minacciate di avifauna migratoria. Sono inoltre presenti lunghi cordoni dunali coperti da ginepri e fragili ambienti a salicornieto e giuncheto nelle zone umide retrodunali. L’area è fruibile attraverso un sistema di sentieri e passerelle sospese tra gli stagni ed i bacini di antichi impianti di acquacoltura, tra cui Fiume Grande, Fiume Piccolo, Fiume Tavernese e Fiume Morelli. Dal retroduna si giunge alle dune fossili coperte da vegetazione pseudo-steppica con splendide fioriture di orchidee selvatiche, tra cui la rara Serapias apulica, e agli oliveti monumentali.

Torre Canne

All’incrocio svoltiamo a sinistra e dopo circa 1,5 km giriamo a destra e, passato il ponte, svoltiamo subito a sinistra su Via Appia Antica, che costeggia il litorale di Torre Canne, frazione marinara del fasanese. Il nome deriva da una torre-faro eretta su un piccolo promontorio; oggi è il simbolo della frazione grazie al suo recentissimo restauro. È stata ingrandita perlopiù a partire dagli anni ’40 con la costruzione di case per bagnanti e della Chiesa del Sacro Cuore di Gesù. La chiesa fu costruita nel 1941 dal dott. Gian Battista Punzi, di Cisternino, dopo che scampò da un grande incidente ferroviario. La facciata presenta un arco ove è inserito l’ingresso principale, sormontato da un timpano con oculo a cielo aperto, l’interno si compone di due vani. La frazione è conosciuta come stazione termale per le acque sorgive curative che furono scoperte nella prima metà dell’800 ma fu dopo il primo dopoguerra che vennero sfruttate grazie alla costruzione di uno stabilimento balneare. Grazie alle sue spiagge di fine e bianca sabbia ha ricevuto la Bandiera Blu.

Savelletri

Dopo aver percorso Via Appia Antica per quasi 2,5 km ci troviamo di fronte ad una rotonda. La imbocchiamo e prendiamo la seconda uscita in direzione di Savelletri sulla SP90. Dopo circa 7 km giungiamo a Savelletri, altra frazione marinara del fasanese. Nata dall’insieme di case dei pescatori, oggi si presenta come una delle mete preferite per la villeggiatura. Consta di un piccolo porticciolo peschereccio ed un altro più grande, costruito recentemente, per l’approdo di barche di grandi dimensioni. Caratteristica è la sua chiesetta antica dedicata a San Francesco da Paola, venerato dei giorni della festa patronale con una grande processione al mare. La chiesa, che si affaccia sul nuovo porto, fu costruita dal sig. Amati alla fine dell’’800. La facciata è in tufo mentre all’interno presenta un unico vano. Nel 1973 fu edificata la chiesa nuova, in stile moderno, grazie anche al contributo degli abitanti.

Egnazia

Continuiamo sulla SP90 per altri 2km e concludiamo il percorso nell’Area Archeologica di Egnazia, che consta di Museo e Parco Archeologico. Il Museo risale agli anni ’70 del ‘900 e presenta tredici sale allestite che testimoniano la vita di Egnazia ed il suo susseguirsi di fasi dall’età del bronzo al Medioevo. Il parco è suddiviso in tre macro aree: la necropoli occidentale, la città romana e l’acropoli.

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