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Percorso masserie e insediamenti rupestri

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Percorso masserie e insediamenti rupestri2018-07-09T15:57:53+00:00

Lunghezza: 6,8 km

Livello di difficoltà: facile

  • Masseria Pettolecchia

  • Contrada Cerasina

  • Masseria Torre Abate Risi

  • Contrada Sarzano

  • Lama d’Antico

  • San Giovanni

  • San Lorenzo

 

Il percorso inizia da Masseria Pettolecchia, su SC 27 in Contrada Pettolecchia. La masseria, risalente al XV secolo, a forma di parallelepipedo centrale è rinforzata agli angoli da quattro torrioni ed è cinta da un alto muraglione che le conferiscono l’aurea di un castello fortificato. Infatti, la masseria si distingue dalle altre del territorio per la sua struttura architettonica che le conferiva due funzioni: di masseria, per la produzione agricola, e di fortezza, per difendersi dai continui attacchi dal mare dei Turchi ottomani. Inizialmente la costruzione presentava un fossato, oggi interrato, che circondava le pareti della masseria, cui si accedeva tramite un ponte levatoio, oggi sostituito da un’arcata. Sul portone d’ingresso sono presenti lo stemma araldico ed un’epigrafe, sormontati da una caditoia che risulta essere la più grande rispetto a quelle laterali e da un campanile a vela. Sul terrazzo sono presenti un camminamento segreto protetto da un parapetto e garitte per le sentinelle; oltre alle caditoie e feritoie da cui si versava l’olio bollente. L’edificio comprende inoltre una chiesetta del XVIII secolo sulla cui facciata è presente un rosone centrale, essa è coperta da una cupola con lucernaio; i locali di deposito; le vecchie stalle; l’insediamento rupestre utilizzato prima come trappeto e poi come penitenziario, con le celle ricavate nella grotta.

Proseguiamo in direzione sud e dopo circa 800 m all’incrocio svoltiamo a sinistra. Percorriamo altri 800 m e svoltiamo a destra su SC 37 in Contrada Cerasina; continuiamo per altri 600 m su SC 31 mantenendo la destra e dopo circa 100 m sulla nostra sinistra svetta Masseria Torre Abate Risi. Si tratta di un’antica torre risalente al XVI secolo. Originariamente il casale era dotato di casa colonica, magazzini, stalle e dimora padronale. Oggi la masseria è adibita a struttura ricettiva.

Il percorso continua per 1 km su SC 31. All’incrocio svoltiamo a sinistra su SC 27 in Contrada Cerasina-Sarzano. Proseguiamo per 1 km e svoltiamo a destra su SC 30 in Contrada Sarzano.

Dopo 1 km giungiamo al villaggio rupestre di Lama d’Antico. Lama d’Antico si sviluppa all’interno di una lama, solco creato dall’erosione fluviale in discesa dalle Murge verso il mare. La tenerezza della roccia locale, della calcarenite, ha favorito lo sviluppo dell’habitat rupestre attraverso l’escavazione di ambienti utilizzati come abitazioni e locali lavorativi. Il villaggio, sito nei pressi della Stazione Ferroviaria, è uno dei più vasti della Puglia. Probabilmente fu attivo già dal X secolo d. C. e comprendeva trappeti, farmacie, laboratori, mulini, depositi e abitazioni, tutti disposti in un unico vano ed un’alcova interna per il ricovero degli animali. La chiesa, sopraelevata, è articolata in un’unica navata centrale rettangolare con abside ed una piccola navata laterale in cui è inserita una cattedra. Seguono una serie di archi ed alcuni sedili scavati nella roccia. Nell’abside sono evidenti tracce di pittura raffiguranti una Deesis dell’XI-XII secolo, composta da Cristo in trono, la Madonna Odegitria e San Giovanni Battista. Negli archetti ciechi risaltano figure di santi vescovi. All’esterno, sul fianco destro, vi è una piccola cappella con pianta a croce greca e presenta due ingressi.

Continuiamo su SC 30 ed all’incrocio svoltiamo a sinistra su SP 4 che collega Fasano a Savelletri. Alla rotonda prendiamo la seconda uscita. Dopo 100 m sulla sinistra all’interno dell’ex immobile della casa editrice FasanoSchena è presente l’insediamento rupestre di San Giovanni. La chiesa presenta una cripta a pianta rettangolare e si compone di nartece, naos e bema. Probabilmente era destinata all’ufficiatura del battesimo per immersione.

Continuando sulla SP 4 in direzione di Fasano, dopo 400 m svoltiamo a sinistra per giungere sino alla destinazione finale, l’insediamento di San Lorenzo, che presenta grotte a due piani. La chiesa si compone di una cripta a pianta trapezoidale formata da naos e bema. Il naos è quadrangolare con un pilastro centrale. Tra gli affreschi si riconosce San Giorgio che trafigge un drago. Il bema è rettangolare ed è caratterizzato da due absidi.

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