Loading...

Parco Archeologico di Egnazia

/Parco Archeologico di Egnazia
Parco Archeologico di Egnazia2017-10-25T11:34:45+00:00

Il Parco archeologico è situato ad 1km da Savelletri, sulla provinciale che collega Torre Canne a Monopoli. È di sedici ettari, ma attualmente solo dieci sono visitabili. È diviso in tre grandi aree: la necropoli occidentale, la città romana e l’acropoli.

Per quanto concerne la cinta muraria, vi è rimasto un unico blocco, il cosiddetto muraglione di epoca messapica. Si tratta di un possente blocco perfettamente squadrato a doppia cortina con terrapieno interno, realizzato intorno al IV sec a.C. e ristrutturato nel III sec.

La necropoli occidentale è posta alle spalle del Museo nazionale ed ha sepolture di vario tipo a seconda dell’epoca. La prima fase di occupazione, fine IV secolo a.C., è caratterizzata da tombe a fossa, spesso inserite all’interno di una fossa più ampia; un setto viario separa le tombe a fossa dalle monumentali tombe a semicamera, talvolta dipinte, utilizzate per più deposizioni fino alla fine del II secolo a.C. e anticamente chiuse da grossi lastroni litici; sono presenti inoltre tombe a camera dipinte, ossia ipogei scavati nel banco di tufo calcareo destinati ad un ceto sociale più elevato. Queste tombe erano caratterizzate da dromos, vestibolo e camera sepolcrale. Nel Medioevo due tombe a camera furono utilizzate come abitazioni.

La città romana si compone di:

  • Criptoportico: oggi si presenta come un corridoio sotterraneo a quattro bracci a pianta trapezoidale voltato a botte. Probabilmente faceva parte di un complesso monumentale di carattere religioso, simile agli edifici dell’Italia centrale e settentrionale. Con la rifondazione agraria avviata da Vespasiano nel I sec d.C. il criptoportico fu trasformato per la raccolta ed incanalamento dell’acqua e conservazione del grano o altri prodotti alimentari. Dal II sec d.C. fu poi utilizzato come discarica;
  • Via Traiana: corrispondeva alla via Minucia, arteria che partiva da Brindisi e passando per Benevento giungeva a Roma. Tra il 109 e 114 d.C. Traiano promosse la risistemazione della via Minucia per velocizzare i collegamenti ed in suo onore fu chiamata appunto via Traiana. La pavimentazione è in basoli di calcare fornita di paracarri;
  • Terme: erano tra gli edifici più frequentati dagli gnatini. Dalla via Traiana si giungeva subito allo spogliatoio provvisto di banchina. L’impianto si componeva inoltre del vestibolo, dove si pagava l’ingresso. Il percorso cominciava dal caldarium o laconicum e proseguiva verso il tepidarium e frigidarium. Il praefurnium provvedeva a fornire l’aria calda. Donne e uomini venivano separati con orari differenti, infatti alle donne l’impianto era riservato la mattina. Nella prima metà del V sec d.C. l’impianto fu trasformato per la lavorazione e produzione di calce e laterizi;
  • Basilica civile: era utilizzata per amministrare la giustizia e trattare gli affari. L’edificio presentava una pianta rettangolare con un colonnato ionico di 8×4 colonne, pavimentato in marmi intarsiati e con pareti affrescate con intonaco rosso. Intorno al IV sec d.C. il pavimento fu sostituito con il mosaico delle Tre Grazie, divinità dispensatrici di armonia e bellezza. Fra il III ed il IV sec la basilica forense diviene chiesa cristiana;
  • Area sacra: si presentava come un grande ambiente dedicato alle divinità pagane che accoglieva un tempietto con due colonne dedicato alla Magna Mater, la dea Cibele; un vano con la vasca usata per il rito della lavatio, destinato dalla dea Syria e il sacello del dio Attis. Dagli ambienti si accede a quello che erroneamente viene definito come “anfiteatro”, in realtà si trattava di un teatro sacro destinato alle rappresentazioni e ai giochi di primavera. Con l’avvento del cristianesimo ad Egnazia, il teatro perse la sua funzione originaria e fu utilizzato come foro boario, come recinto per gli animali;
  • Piazza porticata: fu realizzata tra la fine del IV e il III sec a.C. Si tratta della più antica area pubblica urbana. In età imperiale fu trasformata per diventare mercato con deposito e vendita delle merci. Fu realizzato un porticato dorico per riparare le merci dei venditori. Con la ristrutturazione della via Traiana la piazza venne tutta porticata in ordine dorico. Negli ultimi anni del IV sec d.C. all’interno dei portici viene costruita una serie di magazzini;
  • Settore residenziale e produttivo: si componeva di numerose abitazioni e officine che provvedevano alle necessità degli abitanti. Importante fu l’area dei tintori occupata in seguito dalla basilica episcopale;
  • Basilica meridionale: detta anche Basilica Quagliati, fu costruita tra la fine del V ed il VI sec. All’interno presentava tre navate, distinte da due file di sette colonne e un’abside. Sul fianco sinistro si inseriva il battistero a pianta quadrangolare suddiviso in tre ambienti;
  • Basilica Episcopale: fu costruita nella zona centrale dell’impianto urbano alla fine del IV sec d.C. La pianta presenta tre navate scandite da due file di undici colonne e abside semicircolare. Dai tre ingressi si accedeva tramite il nartece, il quale portava anche ad altri tre ambienti: catecumeno (per l’insegnamento della dottrina), battistero (con vasca per battesimo), consignatorium (dove veniva impartita la cresima).

Infine, la terza macro area del parco è l’acropoli. Si tratta di un promontorio antropico sopraelevato per la sovrapposizione delle diverse fasi di vita di Egnazia. Al centro sorge l’area sacra più antica della città su cui si sono stratificate nei secoli le strutture di tre edifici di culto. Il castrum fu costruito al tempo di Giustiniano. Si presentava come un recinto quadrangolare con torri negli angoli e ingresso verso il mare.