Triduo Pasquale

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Triduo Pasquale2017-06-06T10:15:39+00:00

Il periodo pasquale è particolarmente sentito dai fedeli. Ha inizio nella notte tra il Martedì Grasso e il Mercoledì delle Ceneri con l’affissione della Quarantana per le vie del centro storico. Si tratta di una bambola di pezza vestita di nero con un’arancia con conficcate sette penne di gallina (a rappresentazione delle sette settimane di Quaresima), una collana d’aglio (per allontanare il malocchio) e un cestino con olio e taralli (a simboleggiare quelli che sono i prodotti della nostra terra). Questa bambola viene bruciata nella notte del Sabato Santo e ha un duplice significato: pagano, che la vuole vedova di Carnevale e quindi vestita a lutto, e cristiano, a rappresentare il periodo penitenziale di astinenza e privazioni e attesa di rinascita e resurrezione.

Segue la Pentolaccia che consiste nella rottura della pignatta durante la prima domenica di Quaresima.

A metà Quaresima, soprattutto nelle contrade si celebra la festa di Segavecchia durante la quale si sega un fantoccio con sembianze di una vecchia che nasconde nella pancia frutta, dolci, formaggi e salumi.

Durante la Domenica delle Palme si procede con la benedizione del fascio di palme e rami di ulivo. Questi rami benedetti vengono portati anche nelle campagne e vengono infilati verticalmente nei muretti a secco, in simbolo di benedizione e prosperità per il campo.

Nei giorni della Settimana Santa si vive e si respira un clima di profonda fede.

Il Lunedì si tiene una grande fiera, che anticamente aveva notevole importanza soprattutto per la vendita degli animali.

Il Martedì è giorno di divieti e lavaggio delle Croci dei Misteri.

Il Mercoledì si terminano di addobbare i baldacchini fioriti da far girare per le vie del paese prima di essere posti all’interno delle chiese per adornare i sepolcri.

Il Giovedì è il giorno della cosiddetta “Messa scerret” ovvero la lavanda dei piedi ed inoltre inizia la visita dei Sepolcri. La tradizione vuole che se ne visitino cinque (come le piaghe del Cristo) o sette (come i dolori della Vergine). All’elemento statico dei sepolcri subentra quello dinamico delle processioni. Queste processioni religiose si svilupparono a partire dalla Controriforma, quando gli Ordini religiosi, nel loro variegato processo di acculturazione e rievangelizzazione delle plebi meridionali, misero in scena questi spettacoli itineranti curati dalle confraternite. Dal ‘700 furono quindi commissionate statue lignee di provenienza napoletana che vennero sempre più affiancate dalle statue in cartapesta di provenienza leccese, che erano più economiche e più leggere per il trasporto processionale. La caratteristica del centro urbano di Fasano è che non vi è un’unica processione, bensì tante quante sono le confraternite che dispongono del corredo statuario sulla Passione. Dunque alla sera del Giovedì Santo per le vie del paese iniziano le Processioni dei Misteri con le statue del “Cristo nell’orto degli ulivi”, a cura della Confraternita di Maria SS.ma del Rosario e “Cristo flagellato”, a cura della Confraternita di Maria SS.ma Immacolata.

Il Venerdì Santo si conclude la visita dei sepolcri e per tutta la giornata si susseguono le processioni del “Ecce Homo”, a cura del Terz’ordine Francescano; “Cristo sotto la croce” e “Cristo spirante”, a cura della Confraternita del Santissimo Sacramento; “La Pietà”, a cura della Confraternita di Santa Maria delle Salette e San Francesco da Paola; “Cristo morto”, a cura della Confraternita dell’Assunta; ed infine “l’Addolorata”, a cura della Confraternita del Purgatorio. Il Venerdì avviene inoltre la sacra rappresentazione della Tragedia. Durante tutta la giornata si respira l’inebriante profumo della focaccia ripiena di cipolle o sponzali.

Il Sabato è giorno di silenzio che si protrae fino alla sera, quando viene proclamata la messa di resurrezione. Quando le campane suonano, gruppi di giovani si riuniscono per intonare  per le vie della città ed in campagna il Canto all’uovo, detto anche “U SàbbateSànte”, per porgere gli auguri pasquali e chiedere in cambio qualche uovo ed è per questo che viene anche chiamato “Canto di questua”.

La Domenica, dopo la celebrazione delle messa, sfila per le vie cittadine la processione del “Cristo Risorto”, a cura della Confraternita di San Giuseppe.

Il Lunedì dell’Angelo ci si riunisce per la tradizionale gita fuoriporta.

Infine il Giovedì dopo Pasqua ci si reca a Pozzo faceto, frazione del fasanese, per onorare la Protettrice del Comune, la Madonna del Pozzo.