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Presepe vivente di Pezze di Greco

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Presepe vivente di Pezze di Greco2018-07-10T10:19:51+00:00

Presepe Vivente di Pezze di Greco

Durante il periodo natalizio il villaggio rupestre di Lama del Trappeto  si anima   in una “messa in scena”, viva e affascinante, dove pastori, contadini, massaie, bambini, venditori, artigiani, lavandaie, vasai, casari, filatrici, arrotini, ramai, fornai, calzolai e animali si muovono in uno scenario reso sacro dai gesti, dalle voci, dai suoni e dagli odori antichi, e dove anche gli oggetti e i manufatti narrano quel modo di vivere semplice e puro dell’ambiente agricolo-pastorale e artigianale dei primi anni del secolo scorso.

ll Presepe Vivente di Pezze di Greco lega questi luoghi alla tradizione contadina e rurale dei nostri padri che proprio in queste lame e in queste grotte ha avuto origine e si è sviluppata; ha il merito di valorizzare e far conoscere la civiltà rupestre a tanti visitatori, che affollano nel periodo del Natale questi siti e hanno occasione di riscoprire, in un ambiente geografico particolare, la storia, l’arte, la religione, le tradizioni popolari.

Tempo, stagioni, saggezza, recupero e conservazione, senza nessun intento nostalgico e auto celebrativo solo per capire, forse, il senso del vivere e dello stare insieme, oggi. Potrebbe essere questa, insieme a mille altre, la chiave per entrare nel Presepe Vivente di Pezze di Greco.

Il cuore del presepe Vivente è il villaggio rupestre di lama del Tappeto, grotte abitate dai profughi di Egnazia prima, dai monaci brasiliani poi e infine dai contadini fino ai primi del 900. Uno scenario mozzafiato del sistema delle lame della piana degli ulivi monumentali dell’Alto Salento di proprietà   comunale.

Il presepe si realizza con la collaborazione di una autentica comunità, una grande e corale adesione, attivo dal 1987 e che annovera tra le sue tante iniziative il museo laboratorio di artecontadina.

In un percorso di gioia e allegria si rivive un mondo antico di miseria e sacrificio, di pazienza e povertà, frutto di comunione e condivisione, interpreti di se stessi e per nulla attori. Senza finzione i figuranti si mostrano ai visitatori orgogliosi della loro origine, di terra e lavoro dei campi, ma nobili di animo, alteri e orgogliosi del proprio tempo, consapevole del proprio valore di saggezza e fede popolare.

Gesù nacque in una grotta per indicarci che era venuto al mondo per abitare nel profondo di noi stessi. Si scende lungo una lama in una notte di dicembre, per scoprirsi, una volta tanto, gregge in cerca di pastore e senso, perché ciascuno diventa antro di se stesso, grotta di generazione, notte che aspetta il giorno che tutti fiduciosi attendiamo.

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