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Tombe2018-07-09T19:17:32+00:00

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DOLMEN DI MONTALBANO

Il Dolmen, conosciuto anche come “Tavola dei paladini”, sorge nell’omonima frazione fasanese ed è uno dei più antichi monumenti megalitici della zona, risalente molto probabilmente all’età del bronzo, tra il III ed il II millennio a.C.

Esso è formato da tre elementi lapidi: due lastroni calcarei verticali di sostegno di 1,7m su cui poggia un lastrone orizzontale di copertura di 2x3m.

Sulle sue funzioni e sul suo scopo sono state attribuite diverse interpretazioni: per alcuni si tratta di un altare sacrificale, dal bretone dol=tavola men=pietra; per altri studiosi invece è una rudimentale costruzione sepolcrale. Grazie al rinvenimento di alcune sepolture nelle immediate vicinanze esso rappresenterebbe il nucleo centrale di un’architettura funeraria. Attualmente a causa di atti vandalici e gravi manomissioni subite nel tempo, la struttura non presenta il dromos, ovvero il corridoio d’accesso.

 

NECROPOLI DI EGNAZIA

L’antica città di Egnazia presenta diverse aree funebri. All’esterno delle mura che cingevano la città sono note due grandi aree di necropoli, occidentale e meridionale. Mentre all’interno della cinta si distinguono la necropoli litoranea e l’area sepolcrale costituita da tombe disseminate tra le strutture abitative.

All’interno della necropoli occidentale si distinguono tombe di vario tipo ed epoca. La prima fase di occupazione, fine IV secolo a.C., è caratterizzata da tombe a fossa, spesso inserite all’interno di una fossa più ampia; un setto viario separa le tombe a fossa dalle monumentali tombe a semicamera, talvolta dipinte, utilizzate per più deposizioni fino alla fine del II secolo a.C. e anticamente chiuse da grossi lastroni litici. Sono presenti inoltre tombe a camera dipinte, ossia ipogei scavati nel banco di tufo calcareo destinati ad un ceto sociale più elevato. Queste tombe erano caratterizzate da dromos, vestibolo e camera sepolcrale. Nel Medioevo due tombe a camera furono utilizzate come abitazioni.

La necropoli meridionale si estende nei terreni appartenenti a Masseria Cimino. L’area della necropoli fu utilizzata dalla fine del IV al II sec a.C. La necropoli litoranea, erosa nei secoli dal mare, è caratterizzata dalla presenza di tombe a fossa rettangolare, in stile messapico, ed ovale, in stile peuceto.